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Conservare il Novecento: lettere, diari, memorie

autori/curatori: Zagra, Giuliana

Conservare il Novecento: lettere, diari, memorie : Convegno, Ferrara, Salone internazionale dell'arte del restauro e della conservazione dei beni culturali e ambientali 30 marzo 2012 : atti / a cura di Giuliana Zagra. - Roma : Associazione italiana biblioteche, 2013. - 108 p., ill. ; 21 cm. ((In testa al front.: Associazione italiana biblioteche; Associazione nazionale archivistica italiana; Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario; Regione Emilia-Romagna, Istituto per i beni artistici culturali e naturali, Soprintendenza per i beni librari e documentari.


ISBN 9788878122215

Lettere, diari, memorie: il tema dell’incontro svoltosi nel 2012 per la serie “Conservare il Novecento” affronta senz’altro uno dei nodi centrali della riflessione sul patrimonio documentario del Novecento che da 13 anni vede riuniti a Ferrara i rappresentanti dell’Associazione italiana biblioteche, dell’Associazione nazionale archivistica italiana, dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario e quelli della Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna.
Crocevia tra pubblico e privato, gli epistolari e la memorialistica in genere rappresentano uno strumento formidabile e irrinunciabile per ricostruire l’affresco della società letteraria di un’epoca. Se da un lato il Novecento ha visto in questo genere documentario, nei carteggi in particolare, un filone d’indagine di grande interesse, è vero altresì che in questo stesso secolo si è assistito al suo progressivo indebolimento fino quasi all’estinzione della produzione di lettere cartacee.

Oggi lo scambio epistolare è stato soppiantato da altre forme, a partire dal telefono, fino alle attuali e-mail e ai social network. Una comunicazione radicalmente diversa per la velocità con cui si compie, senza mediazione tra la trasmissione e la ricezione, e che, proprio perché svolta all’insegna dell’immediatezza, ha perso tutto ciò che di controllato, ponderato, costruito c’era nelle missive postali, trasformandola in uno scambio effimero e quasi mai considerato degno di essere conservato.
Già in passato gli incontri ferraresi avevano affrontato questo genere documentario, e d’altro canto non sarebbe stato possibile definire il concetto di archivio culturale, così come si è andato delineando nel corso del Novecento, senza includervi i carteggi o i diari che di esso fanno parte integrante, e che anzi ne rappresentano uno degli aspetti qualificanti e connotativi.
Con il convegno del 2012 è sembrato dunque necessario porre l’attenzione sui diversi aspetti in cui il genere memorialistico si è andato declinando e approfondire nel concreto, attraverso esperienze virtuose, le linee di ricerca che intorno a esso si sono generate.

Il convegno, grazie ai suoi interventi, ha fornito una rosa di esempi tratti dal “lavoro sul campo” di studiosi, archivisti, ricercatori, restauratori, a riprova del fatto che documenti che quasi sempre nascono da ambiti fortemente privati e non destinati nelle intenzioni del produttore a essere letti da un pubblico altro, divengano preziosi strumenti di interpretazione e comprensione, perdendo ogni connotato voyeuristico e fine a sé stesso.
Ma non si tratta soltanto di preziosi tasselli per ridisegnare il quadro d’insieme di ambienti letterari e artistici, le reti di relazioni di cui un autore ha fatto parte e che motivano le sue scelte. Dall’incontro ferrarese è emerso chiaramente come gli epistolari e le scritture di carattere privato in genere, tra le mani sapienti dello studioso e del ricercatore, possano diventare di volta in volta elementi rivelatori del nucleo genetico di una singola opera come per le poesie di Montale o i film di Blasetti, di aspetti illuminanti della biografia di un personaggio ripercorrendo i processi decisionali che ne hanno supportato le scelte, come per Palma Bucarelli, o infine fornire un impianto indiziario importante per ricostruire fatti di grande impatto politico e sociale come nel caso drammatico delle lettere di Moro restaurate dall’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario.

Per acquistare la pubblicazione: Associazione italiana biblioteche.

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