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Giuseppe Raimondi

Carte, libri, dialoghi intellettuali

Giuseppe Raimondi: carte, libri, dialoghi intellettuali. - Bologna: Patron, 1998. - 316 p.; 24 cm ((Relazioni presentate alle Giornate di studio tenute a Bologna nel 1996.


Collana ERBA - n.38 ISBN 885552481X

"Cercherò di raccontare come la traccia delle lettere degli amici giunte nel tempo sia stata l'itinerario della mia esistenza, il percorso della vita di scrittore": preservato dalla sensibilità delle eredi, catalogato dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari e depositato presso la Biblioteca di Italianistica, oggi questo itinerario giunge fino a noi attraverso il Fondo librario e documentario di Giuseppe Raimondi. L'acquisto da parte dell'Istituto beni culturali della Regione Emilia-Romagna nel 1988 e la successiva catalogazione, la sistemazione nel 1996 presso il Dipartimento di Italianistica e la pubblicazione, oggi, del libro Giuseppe Raimondi: carte, libri, dialoghi intellettuali sono le tre tappe che segnano il percorso della documentazione dello scrittore bolognese.
Il volume contiene gli atti del convegno organizzato nel 1996 a Bologna ed insieme la pubblicazione della Serie "Corrispondenza", e rappresenta un saggio degli studi già intrapresi e delle possibilità di approfondimento aperte dalla messa in linea del Catalogo dell'intero Fondo.
Manoscritti, articoli a stampa, una ricca emeroteca, una biblioteca con prime edizioni di Ungaretti, dei futuristi, dei vociani e con un'ampia collezione di scrittori francesi, ed infine l'epistolario, da Apollinaire a Ungaretti, da Morandi a Carrà, a Solmi, Debenedetti, Longhi, Montale, Sereni, "mittenti uniti fra loro dalle comuni ragioni di cultura letteraria e dalla condizione umana di artisti" - come rifletteva Raimondi, primo studioso della sua corrispondenza.
Dalle ricerche sulle carte nascono le riflessioni degli studiosi intervenuti al Convegno, che ricostruiscono le tappe della formazione artistica di un "letterato-artigiano appartato e autodidatta" per dirla con Niva Lorenzini, membro del comitato scientifico insieme con Andrea Battistini, Fausto Curi ed Ezio Raimondi.
Ed è proprio Raimondi a ricordare che già nel 1977 ci si occupò dello scrittore in una mostra intitolata Giuseppe Raimondi tra pittori e poeti, e che in quell'occasione a pronunciare parole di meravigliata riscoperta attraverso le carte fu - per uno strano destino - Luciano Anceschi. Forse in quell'occasione cominciò a germogliare in lui l'idea di un lascito della sua stessa biblioteca e archivio che oggi - anch'essi inventariati dalla Soprintendenza e raccontati in un libro - sono stati donati e sistemati presso la Biblioteca dell'Archiginnasio.
I legami con la bottega di piazza Santo Stefano di tanta parte della cultura europea del '900 rivelano, per Ezio Raimondi, una rete di riferimenti e orizzonti ampi non solo dello scrittore ma della stessa Bologna. I saggi che seguono confermano - tra indagini di letteratura comparata e puntuali ricostruzioni documentarie - questa complessità che, a una seconda lettura, il "provinciale" e appartato Giuseppe Raimondi rivela.
L'intreccio delle relazioni è anche un dialogo tra i fondi documentari: Franco Contorbia studia i rapporti con la redazione de "L'Italiano" attraverso il carteggio con Umberto Fracchia conservato a Genova; Manuela Ricci quelli con Marino Moretti confrontando le 29 lettere di Raimondi a Cesenatico con le 36 di Moretti a Bologna; Marie-Louise Lentengre ci racconta Giuseppe e Parigi (città mai visitata) attraverso il carteggio "italiano" ricevuto da Apollinaire, di recente pubblicazione, e le missive del poeta rintracciate nel Fondo di Italianistica, che comprende molti altri illustri francesi quali Cendrars, Tzara, Reverdy, Max Jacob, Dermée, Cocteau e Leger; il primo contatto epistolare con Ungaretti è dell'inizio del 1918: Eleonora Conti fa delle 67 lettere ungarettiane un esame approfondito.
Gli altri interventi presentano indagini testuali e ricognizioni nei e fra i libri di Raimondi: Micaela Lipparini lo racconta "amico della pittura, amico dei pittori"; Daniela Baroncini traccia l'incontro determinante con gli scritti di Valery; Valter Puccetti esamina le sue letture degli autori "scientifici" e la sua produzione di romanzi scientifico-surreali; Clelia Martignoni fa un'analisi strutturale e stilistica del Giuseppe in Italia; Alberto Bussolari confronta la favolistica di Raimondi e quella di Cardarelli; Marco A. Bazzocchi, infine, rivela Leopardi come uno degli elementi coagulanti della cerchia di rapporti e di amicizie letterarie dello scrittore bolognese.
La seconda parte del volume è costituita dal Catalogo della corrispondenza del Fondo Giuseppe Raimondi a cura di Angela M. Politi.
Coordinato da Valeria Buscaroli della Soprintendenza per i beni librari e documentari, un gruppo di lavoro ha provveduto alla catalogazione del Fondo che comprende, oltre alla Serie "Corrispondenza", circa 6.500 volumi, 250 riviste, manoscritti e ritagli stampa. L'obiettivo, dal primo inventario a cura della famiglia al trasloco e alla catalogazione in Soprintendenza fino alla sistemazione definitiva nella Biblioteca di Italianistica, è sempre stato quello di riprodurre la raccolta di Giuseppe Raimondi così come lui stesso l'aveva costruita e organizzata, applicando il principio archivistico del respect du fond sia all'archivio che alla biblioteca.
Per contro, nella catalogazione si è sperimentata l'applicazione di standard descrittivi internazionali non solo al materiale librario ma anche a quello manoscritto, per non moltiplicare le metodologie di lavoro e per consentire in un unico catalogo la gestione e la ricerca su fonti diverse. Sono state seguite le norme catalografiche nazionali e l'automatizzazione è stata condotta mediante il software Sebina/Produx di proprietà dell'Istituto, che impiega gli standard dell'SBN (Servizio bibliotecario nazionale).
La possibilità di interrogare in linea l'intero catalogo - qui pubblicato nella sola Serie "Corrispondenza" - mette a disposizione degli studiosi uno strumento prezioso e consente alle carte di Giuseppe Raimondi di proseguire fra loro quel colloquio che caratterizza i fondi personali, unità culturali e materiali da considerare nel loro insieme per gli interni rimandi che ogni autore inevitabilmente costruisce, leggibili davvero solo nella loro totalità.
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