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Viaggi in Romagna

Doppio sguardo

autori/curatori: Bernucci, Annamaria; Brilli, Attilio; Orlandi, Piero

Viaggi in Romagna: doppio sguardo / incisioni: Bernardino Rosaspina ; fotografie: Emilio Salvatori ; testi: Annamaria Bernucci, Attilio Brilli, Piero Orlandi. - Bologna : CLUEB, [2005]. - 119 p. : ill. ; 22x28 cm.


Collana Immagini e documenti - ISBN 8849125755

Il volume è catalogo, edito dall'IBACN nella collana 'Immagini e documenti' (Clueb) con testi di Annamaria Bernucci, Attilio Brilli e Piero Orlandi, della mostra "Viaggi in Romagna. Doppio sguardo. Incisioni di Bernardino Rosaspina, fotografie di Emilio Salvatori", organizzata dalla Biblioteca Gambalunga di Rimini in collaborazione con la Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'IBC Regione Emilia-Romagna e curata da Annamaria Bernucci (22 dicembre 2005 - 11 febbraio 2006).
I viaggi del titolo alludono ad un percorso binario, fatto nello spazio e nel tempo attraverso le acquaforti che Bernardino Rosaspina realizzò negli anni Trenta dell'Ottocento dedicate ai paesi e alle città della Romagna pontificia e al viaggio fotografico intrapreso oggi, quasi due secoli dopo, da Emilio Salvatori ripercorrendo lo stesso itinerario.
L'intento è quello di costituire un repertorio di immagini fotografiche dalle stesse prospettive e angolazioni delle incisioni ottocentesche, così valorizzate e fatte conoscere al grande pubblico, ma anche di restituire l'idea di viaggio, antico e contemporaneo, e di offrire al pubblico due diverse forme percettive dei luoghi.
L'accostamento dei due percorsi, quello antico e quello contemporaneo, crea numerose connessioni sia documentarie sia visive, lasciando aperto un varco assai ampio di possibili letture antropologiche, letterarie e di storia urbana.
La serie composta dalle 33 incisioni sulla Romagna, di cui sette dedicate alla sola città di Ferrara, rappresenta il documento visivo più organico e sicuramente più rappresentativo della realtà urbana della regione nell'Ottocento, soprattutto perché incise e quindi riproducibili in decine di esemplari. Riferimento quasi obbligato per le vicende iconografiche dei paesi romagnoli grazie alla sensibilità compositiva dell'autore che anticipa lo strumento fotografico, nel corso degli anni le vedute rosaspiniane sono diventate stereotipo visivo per quanto riguarda la rappresentazione dei monumenti anche con i più moderni mezzi di ripresa.
La serie originaria del Rosaspina, qui interamente ricostituita grazie all'apporto, al patrimonio della Biblioteca Gambalunga, delle incisioni conservate nel Fondo Piancastelli della Biblioteca comunale di Forlì, della Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna e della Collezione Bondanini, viene riportata a nuova vita in un dialogo a distanza con le immagini fotografiche attuali degli stessi luoghi.
Le fotografie di Emilio Salvatori, in equilibrio tra realtà e osservazione, rappresentano infatti lo sguardo del viaggiatore contemporaneo che coglie i centri urbani nel loro apparire, nella realtà pulsante e vivida, senza sospensione temporale. Rimane sottinteso lo sguardo incrociato sulle due serie di immagini, incise e fotografiche, separate temporalmente, ma più che il raffronto comparativo la mostra intende suggerire il senso della continuità storica e civile dei centri urbani e delle loro comunità.
Anche nei testi che accompagnano la mostra, il doppio sguardo rivolto ai viaggi in Romagna antichi e contemporanei assume una diversa composizione.
Il saggio della curatrice della mostra, Annamaria Bernucci, rende conto del lungo lavoro dell'autrice sul materiale grafico della Biblioteca Gambalunga e in modo particolare sulle incisioni del Rosaspina. A lei si deve la prima catalogazione con schede cartacee del Fondo, oggi presente in parte anche on-line in Imago, Catalogo collettivo di opere grafiche promosso e gestito dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'IBC Regione Emilia-Romagna.
Attilio Brilli, con autorevole incisività, fa riaffiorare, attraverso le testimonianze diaristiche e le annotazioni di viaggio, la memoria degli antichi viaggiatori, specie stranieri, che nel primo Ottocento attraversarono la regione restituendo un'immagine inedita e meno convenzionale della Romagna.
Piero Orlandi, infine, trae spunto dalla relazione tra fotografia e veduta urbana per inserirsi nel dibattito sulla rappresentazione delle realtà urbane, sul tema dei nuovi 's-paesaggi', sul rapporto tra conservazione e contemporaneità.

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