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Immagini divine

Devozioni e divinità nella vita quotidiana dei Romani, testimonianze archeologiche dall'Emilia Romagna

autori/curatori: Ortalli, Jacopo; Neri, Diana; Bigi, Paola

Immagini divine: devozioni e divinità nella vita quotidiana dei Romani, testimonianze archeologiche dell'Emilia Romagna / a cura di Jacopo Ortalli, Diana Neri ; testi e schede di Paola Bigi ... [et al.]. - Borgo S. Lorenzo : All'insegna del giglio, [2007]. - 264 p. : ill. ; 31 cm. ((In testa al front.: Ministero per i beni culturali; Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia-Romagna ... - Catalogo della Mostra tenuta a Castelfranco Emilia nel 2007-2008.


ISBN 9788878143104

Il diciottesimo "Quaderno di Archeologia dell'Emilia Romagna", collana della Soprintendenza per i beni archeologici, approfondisce il tema della mostra omonima, ospitata dal Museo civico archeologico di Castelfranco Emilia (Modena) dal 15 dicembre 2007 al 17 febbraio 2008 incentrata su modi diversi di intendere il divino e di dividere gli spazi e i modi del culto nella società e nella cultura romana. Attraversando la storia della presenza romana in Emilia-Romagna, i saggi spaziano in una chiave di lettura che vede il divino come un punto fondamentale del costume romano. A completamento del volume, un catalogo a colori presenta le schede degli oggetti esposti: bronzetti, gemme, piccole statue, lucerne, monete, provenienti dagli scavi archeologici della regione.
La vita pubblica religiosa dei Romani ruota intorno a una concezione politica del divino. L'esempio senz'altro più significativo è la rigida gestione del culto imperiale, che celebra la natura divina dell'imperatore, sancendo così il suo potere tra gli uomini. In parallelo, scopriamo una religione pronta ad accettare e assimilare culti lontani, portati da gente nuova e diversa, in un'ottica di sincretismo che accetta questa diversità facendola divenire parte di sé. Come in tutto il mondo romano, anche la Cispadana appare infatti permeata dalla presenza di culti misterici orientali, che trovarono senz'altro nel mare Adriatico, nella cosmopolita Ravenna e nei fiorenti traffici commerciali, un elemento di efficace diffusione. Accanto alla religione pubblica, strutturata e normata, troviamo i culti privati e domestici; una maggiore libertà consente inoltre di coltivare vere e proprie celebrazioni della propria gens, con il culto degli antenati che nobilita e sancisce il potere dei vivi. Nel mondo del privato (e non solo in quello) trovano spazio anche la superstizione e la magia, un mondo articolato, fatto di amuleti, di gemme magiche e persino di defixiones per legare qualcuno a un destino, generalmente malefico.
Ma la religione dei Romani non è fatta solo di tetri moniti o di rigide regole: il divino esce dagli oggetti strettamente legati al culto per trovare espressione nei mobili, nelle suppellettili, nelle monete, nei decori delle case. Basti pensare ai mosaici di Ravenna, Sarsina, Rimini, dove l'elemento divino si sposa con il gusto decorativo e la vita quotidiana. Chiude il volume - e chiude un'epoca - l'affermarsi del cristianesimo: quello che era sincretismo diviene idolatria, cambiano i punti di riferimento, nascono nuovi simboli, nuovi riti e nuovi manufatti, che non sempre però cancellano le tracce di un passato senz'altro diverso, ma non meno ricco e stimolante.
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