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Natura Picta

Ulisse Aldrovandi

autori/curatori: Alessandrini, Alessandro; Ceregato, Alessandro

Natura picta : Ulisse Aldrovandi / a cura di Alessandro Alessandrini, Alessandro Ceregato. - Bologna : Editrice Compositori, [2007]. - 670 p. : ill. ; 24 cm.


ISBN 9788877944900

Il volume, frutto della collaborazione tra IBC e Università degli studi di Bologna, propone una significativa e ampia selezione - sono circa 500 - delle 2900 tavole acquerellate dedicate alla rappresentazione e riproduzione del mondo naturale (animali, piante, fiori, fossili, minerali) che il naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi fece eseguire ad un gruppo di artisti e disegnatori alle sue dirette dipendenze.
Le tavole sono accompagnate da testi di introduzione e di commento affidati a un nutrito gruppo di esperti (zoologi, botanici, naturalisti) e da un ricco apparato di schede e indici.
Aldrovandi fu protagonista indiscusso in Italia di quel collezionismo scientifico che ha il suo momento culminante nella seconda metà del Cinquecento e che, nella concreta realizzazione del museo come "teatro di natura", segna il passaggio dall'enciclopedismo erudito alla scienza modernamente intesa.
In oltre cinque decenni di lavoro intenso e minuzioso, Aldrovandi realizza infatti e lascia in eredità al Senato bolognese un "museo" fascinoso e spettacolare composto da oggetti, campioni, tavole, disegni, xilografie, erbari, manoscritti.
Spetta agli scienziati e agli storici della scienza il compito di inquadrare con esattezza la sua figura: precursore delle scienze sperimentali o invece ancora e a pieno titolo inserito nella temperie culturale del suo tempo.
Nella valutazione della sua impresa, è forse utile rifarsi anche a suggestioni prodotte in altri ambiti disciplinari: pensiamo soprattutto a una studiosa come Adalgisa Lugli che al collezionismo enciclopedico e alle raccolte cinquecentesche di "naturalia" e "mirabilia" ha dedicato pagine di grande acume e profondità.
Seguendo questa strada, il museo aldrovandiano appare situato su quella sottile linea di confine in cui la categoria della meraviglia che ancora lo informa e lo sostiene sta per essere "sacrificata alla ragione". Di lì a poco la possibilità di creare un museo del mondo verrà meno, sostituita dal primato della specializzazione e dal nuovo ordine dettato dalla scienza.
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