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IBC - Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna

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Vie di dialogo/4

autori/curatori: Collina, Claudia; Pulini, Massimo

Vie di dialogo/4 : Valentina D'Accardi / a cura di Claudia Collina e Massimo Pulini . Vie di dialogo/4 : Silvia Camporesi. - [Bologna] : [Centro Stampa della Regione Emilia-Romagna], 2014. - 50, 50 p. : ill. ; 22 cm. ((Catalogo della mostra tenuta a Rimini nel 2014. - In frontespizio: Comune di Rimini; Regione Emilia Romagna, Istituto per i beni artistici culturali e naturali; Rimini, Museo della Città, Ala Nuova. - Pubblicazione bifronte.


ISBN 9788897281276

La visione di un tempo ritrovato tra esplorazione della soggettività e memoria del passato è il tema unificante della quarta edizione della rassegna “Vie di Dialogo”, curata da Claudia Collina e Massimo Pulini (Rimini, Ala Nuova del Museo della Città, 6 settembre - 26 ottobre 2014).
Le artiste Silvia Camporesi e Valentina D’Accardi hanno lavorato in dialogo fotografico sul tema del tempo e della memoria, intrecciando una riflessione sui borghi dimenticati dall’Italia del ventunesimo secolo con un saggio di introspezione autobiografica che entra nei ricordi di altre donne.

Con il suo sguardo sui luoghi abbandonati dell’Emilia-Romagna (ex-colonie balneari, discoteche dismesse, fabbriche e palazzi in declino) Silvia Camporesi mostra la potenza delle rovine contemporanee come manifestazione della vita ancora palpitante di luoghi e oggetti che non sono più ma possono diventare altro.
Nelle visioni in bianco e nero in cui Valentina D’Accardi si ritrae in vesti e ambienti di sapore fin de siècle, l'artista compie un salto nel tempo che viene amplificato dalla scelta di impiegare le tecniche fotografiche degli albori, in modo da fare entrare lo spettatore in un archivio onirico di percezioni, ricordi, immaginazioni.
Come scrive Claudia Collina a chiusura del suo testo in catalogo: “Per scorgere qualcosa di nuovo è indispensabile sapere distillare le stratificazioni della memoria del passato, incise nella natura più profonda dell’universo, delle cose e dei nostri corpi”.

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